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Enea utilizza IA per gestire le reti di teleriscaldamento

Sviluppato un modello che permette di creare reti smart che uniscono più fonti rinnovabili
solar energy concept hand group holding light bulb in nature
22 Aprile 2026 |
Giulia Galliano Sacchetto

Enea ha presentato un modello di IA per creare reti di teleriscaldamento smart, che uniscano più fonti rinnovabili. Il modello è basato su reti neurali artificiali, in grado di prevedere con sei ore di anticipo quanta energia termica potrà immettere nella rete un prosumer (utente produttore-consumatore). I risultati ottenuti aprono la strada allo sviluppo di sistemi di teleriscaldamento sempre più smart e con una logica di funzionamento simile alle moderne smart grid elettriche.

Un progetto importante se si considera il fatto che il riscaldamento e il raffrescamento rappresentano quasi la metà dei consumi energetici e dipendono ancora in larga misura dai combustibili fossili, a conferma dell’urgenza di un processo di decarbonizzazione: nel 2022, le fonti rinnovabili hanno coperto, infatti, appena il 25% della produzione di calore. In questa direzione va anche la Direttiva europea sull’efficienza energetica 2023/1791, in linea con il Green Deal, che promuove sistemi di teleriscaldamento efficienti e l’integrazione di fonti rinnovabili e calore di scarto nelle reti termiche.

Enea e l’IA che gestisce il teleriscaldamento

Il modello sviluppato da Enea si basa sulla rete neurale Long Short-Term Memory (LSTM), cioè un tipo di intelligenza artificiale progettato per analizzare dati che cambiano nel tempo, come temperatura, domanda energetica o potenza termica.

La rete è stata addestrata utilizzando 13 anni di simulazioni e dati meteorologici orari. Tra le variabili, un ruolo chiave è svolto dalla temperatura dell’aria esterna e dall’irraggiamento solare, che influenzano direttamente la disponibilità di calore prodotto localmente da fonte rinnovabile e non utilizzato dall’utente, quindi disponibile per essere immesso nella rete di teleriscaldamento sotto certe condizioni. Il modello tiene inoltre conto dell’ora del giorno e del periodo dell’anno, riconoscendo i cicli quotidiani e stagionali della domanda e della produzione di calore.

Il progetto di Enea segue una tendenza di decarbonizzazione delle reti di teleriscaldamento che è emersa negli ultimi anni, soprattutto nei paesi del nord Europa, ed è basata su un nuovo protagonista: il thermal prosumer, ovvero l’utente in grado non solo di prelevare calore dalla rete, ma anche di immetterne grazie alla produzione da pannelli solari termici o al recupero di calore di scarto. Ad assicurare tecnicamente l’operazione sono le cosiddette sottostazioni bidirezionali, in cui avviene lo scambio di energia termica tra la rete e gli utenti. Tuttavia, la crescente complessità di queste reti, caratterizzate dalla presenza di numerosi utenti interagenti e da flussi termici variabili, richiede strumenti tecnologici avanzati per garantire una gestione energetica ottimale. E il lavoro di Enea va anche in quella direzione.


Giornalista professionista, con alle spalle esperienze in diversi campi, dalla carta stampata al web. Mi piace scrivere di tutto perché credo che le parole siano un’inesauribile fonte di magia.