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La fotografia della sanità digitale italiana nel rapporto Crea

Sempre più diffuso l’utilizzo di WhatsApp. Fatica la televisita
the interpretation of patient data and medical records using computers.,treatment and care
30 Gennaio 2026 |
Giulia Galliano Sacchetto

Attualmente il 59% dei cittadini utilizza WhatsApp per comunicare con il medico e, in molti casi, per condividere informazioni sanitarie, come referti (40%) e aggiornamenti sul proprio stato di salute (29%). Al contrario canali più formali, come la televisita, faticano ancora a imporsi come pratica ordinaria. È quanto emerge dal 21esimo Rapporto Sanità del Crea (Centro per la Ricerca Economica Applicata in Sanità dell’Università di Roma Tor Vergata), che dedica un focus specifico al digitale nella comunicazione medico-paziente e alla telemedicina.

Sanità digitale, secondo il rapporto Crea cresce l’uso dei mezzi di comunicazione informali

Il Rapporto evidenzia che l’utilizzo non controllato di strumenti generalisti come WhatsApp produce anche un carico organizzativo rilevante con medici specialisti e medici di medicina generale (MMG), costretti a dedicare circa un’ora al giorno alla gestione della comunicazione con i pazienti. Al contrario l’adozione di strumenti dedicati e strutturati consentirebbe di recuperare complessivamente oltre una settimana lavorativa all’anno per ciascun medico, liberando tempo e risorse per l’assistenza.

Sul fronte della telemedicina, in assenza della piena operatività delle piattaforme (l’Infrastruttura Nazionale di Telemedicina, collaudata a fine 2023, si trova ora in una fase di consolidamento e alimentazione) il Rapporto non rileva ancora un impatto concreto delle azioni previste dal Pnrr sull’adozione di queste pratiche e sulla loro integrazione nella pratica clinico-assistenziale. I dati sull’utilizzo da parte dei professionisti sono infatti stabili rispetto all’anno precedente: il 36% dei medici specialisti e il 52% dei MMG afferma di aver effettuato una televisita, mentre il 30% degli specialisti e il 46% dei MMG ha utilizzato il telemonitoraggio. Si tratta però, precisa l’analisi, di un uso ancora sporadico e non strutturato.

Eppure, i professionisti che già impiegano la telemedicina ne riconoscono gli effetti positivi, come la capacità di raggiungere pazienti che altrimenti avrebbero difficoltà ad accedere alle cure, per problemi motori o perché residenti in aree isolate. Dal lato dei cittadini, l’adozione resta sostanzialmente stabile e il telemonitoraggio rimane poco diffuso (12%), nonostante venga indicato come uno degli strumenti più promettenti per l’impatto positivo potenziale sul Servizio sanitario, ad esempio nella riduzione delle ospedalizzazioni evitabili grazie ad un monitoraggio costante.

Il ruolo delle farmacie

In tale scenario di sanità digitale il Rapporto Crea individua un potenziale ruolo di acceleratore per le farmacie territoriali, soprattutto nelle aree periferiche e rurali. Le farmacie risultano già attive nell’erogazione di servizi di telerefertazione e in particolare di telecardiologia, già offerta dall’80% degli esercizi. Inoltre, mostrano interesse verso ulteriori servizi, come la teledermatologia (nel 56% dei casi) e la telepolisonnografia (nel 44%).

 


Giornalista professionista, con alle spalle esperienze in diversi campi, dalla carta stampata al web. Mi piace scrivere di tutto perché credo che le parole siano un’inesauribile fonte di magia.