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L’intelligenza artificiale nella PA: infrastrutture, sovranità e competenze

Intervista a Marco Fischetto, Direttore della Divisione Pubblica Amministrazione di Microsoft Italia
6 Maggio 2026 |
A cura della redazione

Dalla modernizzazione delle infrastrutture cloud alla sfida dell’AI agentica, passando per la sovranità digitale e la formazione: Marco Fischetto, Direttore della Divisione Pubblica Amministrazione di Microsoft Italia, traccia una mappa precisa di dove si trova oggi la pubblica amministrazione italiana e dove dovrà arrivare nei prossimi ventiquattro mesi.

Fischetto, partiamo dalla visione strategica. Quale fase sta attraversando la PA italiana nel suo percorso di digitalizzazione?

Stiamo transitando da una prima fase, quella della modernizzazione delle infrastrutture, a una seconda centrata sull’efficientamento dei servizi. Il Covid e il lockdown hanno dato una spinta decisa all’adozione del cloud, perché c’era la necessità concreta di scalare e rendere la tecnologia molto più flessibile. Da lì il percorso di ammodernamento si è accelerato, anche grazie ai fondi del PNRR e alla nascita del Polo Strategico Nazionale, di cui Microsoft è partner strategico ed affidabile. Dopo aver inizialmente stanziato 1,5 miliardi di dollari, un anno e mezzo fa abbiamo annunciato un nuovo investimento di 4,3 miliardi di euro per potenziare la nostra Cloud region italiana. Grazie a questa infrastruttura possiamo garantire la residenza del dato in Italia e, anche per questo, abbiamo potuto ottenere la qualificazione ACN al livello due per i requisiti tecnici e organizzativi della quasi totalità dei nostri servizi cloud, con autorizzazione a trattare il dato critico della PA con tutti i criteri di sicurezza richiesti. Tornando alla digitalizzazione della PA, siamo ora nella seconda fase: non si tratta solo di infrastrutture più moderne e scalabili, ma di utilizzare strumenti che rendano più efficienti i processi interni delle amministrazioni e di ottimizzare i servizi al cittadino. Anche su questo fronte Microsoft offre supporto strategico per esempio attraverso Copilot, il nostro strumento di collaborazione potenziato dall’intelligenza artificiale. Nei prossimi dodici, ventiquattro mesi mi aspetto il vero salto di qualità: rendere quei servizi fruibili direttamente dal cittadino, non soltanto dagli operatori PA.

Il cloud ha cambiato anche il rapporto tra grandi e piccole amministrazioni?

Assolutamente sì. Un tempo i servizi avanzati richiedevano investimenti che le piccole amministrazioni locali faticano a sostenere, ed installazioni on-premise che hanno prodotto la proliferazione delle migliaia di data center che il PSN si è poi posto l’obiettivo di razionalizzare. Oggi il paradigma si è capovolto: la democratizzazione dell’AI significa che una piccola amministrazione locale può proporre servizi all’avanguardia e scalare esattamente come una grande PA centrale. myCIVIS, il progetto digitale della Provincia Autonoma di Bolzano sviluppato con Informatica Alto Adige — di cui parliamo in un articolo dedicato su questo numero (ndr) — è un esempio di eccellenza in questo senso: il connubio perfetto tra la volontà di sfruttare al massimo le potenzialità tecnologiche e la garanzia di sicurezza e residenza del dato. Ma potrei citare anche Julia, l’assistente virtuale del Comune di Roma, nata per gestire la mobilità turistica durante il Giubileo e destinata a evolvere in un vero portale di servizi al cittadino. E i costi di infrastruttura su cui si basa l’AI sono destinati a decrescere ulteriormente, rendendo questa accessibilità ancora più diffusa.

La sovranità digitale è diventata una preoccupazione trasversale in tutte le amministrazioni. Qual è la risposta di Microsoft?

È un tema su cui Microsoft ha un’attenzione sempre più forte. Lo scorso anno abbiamo annunciato gli European Digital Commitments, basati sulla residenza del dato, sulla sicurezza, sulla privacy, sull’interoperabilità e sulla resilienza. Recentemente Microsoft ha annunciato ulteriori potenziamenti, soprattutto sul fronte della tecnologia disconnessa: le operazioni disconnesse di Azure Local, Microsoft 365 Local disconnesso e Foundry local con capacità infrastrutturali moderne e supporto per grandi modelli AI sono soluzioni che consentono alle amministrazioni di operare in totale autonomia, anche in scenari geopolitici estremi. Il nostro impegno si articola su tre direttive: quella legale — conformità al GDPR, EU Data Boundary, residenza del dato — quella tecnica — con il concetto di Zero Trust che permette al cliente di gestire le proprie chiavi d’accesso in perfetta autonomia — e quella della performance. Perché il punto cruciale è questo: non bisogna sacrificare l’innovazione in nome della protezione. Gli annunci recenti dimostrano che si può avere sovranità assoluta del dato e prestazioni elevate allo stesso tempo. Le amministrazioni con cui lavoriamo ci riconoscono questa attenzione.

AI generativa e AI agentica: dove si trova oggi la PA italiana e dove deve arrivare?

Sull’AI generativa la crescita è stata esponenziale. Secondo i dati dell’AI Skills 4 Agents Observatory di TEHA Group, realizzato in collaborazione con Microsoft e Avanade, il livello di adozione complessivo di soluzioni di AI generativa tra le aziende italiane è passato dal 51% nel 2023 all’84,7% nel 2024, con un incremento del 66%. Le PA hanno avuto tempi un po’ più dilatati, comprensibilmente, visto il sistema regolatorio entro cui operano, ma la direzione è chiara. Sul fronte dell’AI agentica, invece, l’Italia procede più lentamente: solo il 2,3% delle imprese italiane dichiara di utilizzarla, contro una media europea del 4,2%, con un tasso di crescita del 13,9% contro il 40% europeo. Il nodo non è tecnico — non serve un’enorme competenza informatica per costruire un agente — è culturale. Significa rivedere i propri processi, capire quali attività si possono delegare a un agente e quali no. C’è una piccola barriera di ingresso che va abbattuta soprattutto con la formazione e con un cambio di mentalità. Noi in Microsoft siamo i primi utilizzatori di ciò che portiamo sul mercato: Copilot nasce proprio per fare questo, potenziare il lavoro quotidiano senza stravolgere il modo in cui le persone già lavorano.

Post-PNRR: come si garantisce che gli investimenti fatti non rimangano senza seguito?

È la domanda che ci stiamo ponendo insieme alle amministrazioni. Se quei fondi fossero stati investiti in data center fisici, oggi ci troveremmo con infrastrutture costose da mantenere e difficili da aggiornare. Il modello cloud è strutturalmente diverso: gli investimenti sono flessibili, i servizi scalabili, e nei prossimi ventiquattro, trentasei mesi il rapporto qualità-costo migliorerà in modo significativo rispetto a tre anni fa. Quindi modernizzare le infrastrutture puntando sul cloud è stato un vantaggio e c’è un altro lascito prezioso del PNRR che non dobbiamo disperdere: le amministrazioni hanno usato quei fondi anche per mettere ordine nei propri dati, per strutturarli, metterli in sicurezza e renderli utilizzabili. Questo patrimonio è la base su cui costruire i progetti di AI dei prossimi anni, e potrà scalare molto più rapidamente di quanto non sarebbe stato possibile in passato, anche senza finanziamenti così ingenti.

Formazione e competenze: che cosa sta facendo concretamente Microsoft per colmare il gap digitale?

Abbiamo strutturato un programma dedicato: si chiama Microsoft Elevate e ha come obiettivo formare almeno 400.000 persone in Italia nei prossimi due anni, dal singolo cittadino agli impiegati della PA, alle aziende. Il programma investe su tre aree: la scuola, in collaborazione con Fondazione Mondo Digitale per formare gli insegnanti attraverso una rete di oltre trenta hub formativi; il terzo settore, con Fondazione Cariplo e Fondo per la Repubblica Digitale; e il mercato del lavoro, attraverso la AI Skills Alliance, un’alleanza di organizzazioni impegnate a supportare i lavoratori nella transizione verso l’economia dell’AI. Sul fronte delle singole amministrazioni, affianchiamo sempre l’adozione dei nostri prodotti — Copilot in primo luogo — con programmi specifici: si identifica un cluster di persone più pronte a adottare la tecnologia, si lavora con loro in modo intensivo, e queste persone diventano poi i catalizzatori interni verso il resto dell’organizzazione. Le wave di adozione stanno procedendo in modo abbastanza spedito. Sa qual è la cosa più importante? Far capire che non esiste una barriera tecnica insormontabile. È quasi interamente una questione di cultura.


Innov@zione.PA è testimone dell’execution digitale che grazie all’ICT rinnova modelli e processi della Pubblica Amministrazione Centrale e Locale. Il bimestrale illustra il quadro della messa in opera delle tante iniziative, dalle più consolidate a quelle più di frontiera, che pur operando in autonomia, e spesso con quegli elementi contrastanti tipici delle fasi di cambiamento e facendo sempre i conti con risorse limitate, tendono all’obiettivo della crescita del Paese attraverso l’elemento imprescindibile della modernizzazione della PA.