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Mobilità a due ruote, il rapporto Focus 2R

Il documento è realizzato da Confindustria ANCMA e Legambiente, in collaborazione con Ambiente Italia
6 Febbraio 2026 |
Giulia Galliano Sacchetto

È stato pubblicato il nuovo rapporto Focus 2R, redatto da Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) e Legambiente, in collaborazione con Ambiente Italia. Il documento offre una fotografia dello stato della mobilità su due ruote in Italia, analizzando politiche, infrastrutture e strumenti di incentivazione adottati nei capoluoghi di provincia. Si basa su un questionario rivolto a 107 Comuni, che hanno risposto attivamente: 94 amministrazioni locali, infatti, hanno fornito dati aggiornati al 2024, consentendo un’analisi approfondita di 7 ambiti chiave, tra cui accessibilità urbana, sicurezza stradale, sharing mobility e parcheggi.

Il primo dato chiave che emerge dal rapporto Focus 2R è che biciclette, scooter e motocicli sono sempre più una componente strutturale della mobilità urbana italiana, ma le politiche locali non sono ancora allineate al loro ruolo reale nelle città. Da una parte crescono intermodalità, servizi di sharing e misure di moderazione del traffico, dall’altra risultano ancora insufficienti e disomogenee le politiche su sicurezza stradale, infrastrutture dedicate, parcheggi e accessibilità a corsie preferenziali. Rimane marcato, infine, il divario tra le città del Nord e quelle del Sud del Paese.

Focus 2R: biciclette e infrastrutture

Nel 2024 in Italia sono state vendute circa 1,35 milioni di biciclette, un dato che conferma la tendenza di flessione iniziata nel 2022, pur in un contesto di rafforzamento complessivo della mobilità urbana alternativa all’auto. Sul fronte infrastrutturale, la disponibilità media di percorsi ciclabili nei capoluoghi si attesta a 10,39 metri equivalenti ogni 100 abitanti (l’indice considera piste in sede propria, corsie riservate, piste su marciapiede, percorsi promiscui bici/pedoni e zone con moderazione della velocità a 20 e 30 km/h). Si tratta di un dato lievemente in calo rispetto al 2023, ma con un incremento complessivo del 44,9% rispetto al 2015. Positivi anche i segnali sull’intermodalità, con il 63,7% dei comuni considerati che consente il trasporto delle biciclette sui mezzi pubblici. Un dato in crescita costante rispetto al passato. Inoltre, oltre l’80% delle città ha allestito dei parcheggi bici presso almeno una stazione ferroviaria.

Veicoli motorizzati e sicurezza

Per quanto riguarda i veicoli a due ruote motorizzati, nel 2024 le immatricolazioni sono cresciuti di più del 10% rispetto all’anno precedente. E aumenta anche il numero di comuni che consentono il libero accesso di ciclomotori e moto all’interno delle ZTL e installano colonnine di ricarica per i mezzi elettrici. Cresce anche, però, il numero delle amministrazioni che blocca l’accesso alle motorizzazioni più obsolete. E rimane scarsa e disomogenea anche la disponibilità di parcheggi dedicati (40 comuni hanno meno di 5 stalli ogni 1mille abitanti).

Il dato più critico è però quello che riguarda la sicurezza, con il 58,6% dei comuni che non considerano questo tema una priorità delle loro politiche, nonostante un aumento della mortalità di occupanti delle due ruote a motore del 10%. Tuttavia, le zone Zone 30 si confermano una misura in espansione, con 76 i capoluoghi che hanno introdotto limiti di velocità a 30 km/h o inferiori, con le prime evidenze disponibili che mostrano una riduzione degli incidenti nelle aree interessate.

Mobilità condivisa

Dai dati del report emerge che i servizi di sharing mobility hanno superato i 50 milioni di noleggi complessivi, con una flotta nazionale di oltre 95.600 veicoli. Il bike sharing resta concentrato nei grandi centri urbani, con Milano, Roma, Firenze, Bologna e Padova che da sole rappresentano oltre la metà delle biciclette condivise disponibili nei capoluoghi. Cresce anche l’utilizzo dei servizi free floating, mentre si registra una lieve contrazione della flotta complessiva rispetto al picco del 2022. Infine, lo sharing di monopattini elettrici è attivo nel 40,7% delle città rispondenti, con Roma e Milano che concentrano la maggior parte dei mezzi e dei noleggi.

 


Giornalista professionista, con alle spalle esperienze in diversi campi, dalla carta stampata al web. Mi piace scrivere di tutto perché credo che le parole siano un’inesauribile fonte di magia.