Mobilità elettrica, Poste Italiane e le 2600 colonnine installate
Continua, in direzione della mobilità elettrica, il progetto di Poste Italiane per le infrastrutture di ricarica. Ad oggi sono già state installate 2600 colonnine, ma si punta a quota 5000 entro la fine del 2026. I principali destinatari del progetto Polis sono i piccoli Comuni, che altrimenti rischiano di essere tagliati fuori dalla transizione ecologica.
Mobilità elettrica, Poste Italiane e il progetto Polis
Le colonnine installate nei piccoli centri con meno di 15mila abitanti sono un tassello fondamentale del più ampio Progetto Polis, nato per ridurre il divario digitale ed ecologico tra le grandi metropoli e la provincia italiana, che mira a trasformare radicalmente l’accessibilità ai servizi nelle aree interne, promuovendo al contempo modelli di spostamento a zero emissioni. Il progetto prevede, infatti, anche la riconversione di 6.933 uffici postali in veri e propri sportelli unici di prossimità.
In questi spazi, i cittadini residenti nei territori più periferici possono accedere agevolmente ai servizi digitali dello Stato, riducendo la necessità di spostamenti verso i capoluoghi e, di conseguenza, abbattendo l’impronta carbonica delle comunità locali. In tal senso, l’integrazione delle colonnine elettriche in questo ecosistema di servizi serve a incentivare l’inclusione sociale, garantendo che anche chi vive lontano dai grandi flussi di traffico possa passare alla mobilità elettrica senza il timore di restare privo di approvvigionamento energetico.
La distribuzione delle infrastrutture cerca di coprire uniformemente l’intera penisola e le sue realtà più frammentate. Attualmente il 35% delle stazioni è collocato nelle regioni del Nord, il 20% in quelle del Centro, il 30% nel Mezzogiorno e il restante 15% sulle isole.

