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Sette tendenze che stanno ridisegnando il fisco

Dati da integrare, frodi alimentate dall’intelligenza artificiale, controlli che si spostano prima della dichiarazione, competenze difficili da trovare. Un’analisi di SAS individua i fattori che cambieranno il lavoro delle amministrazioni fiscali, con un filo comune: senza la fiducia dei contribuenti la modernizzazione non regge. Sono sette le tendenze che, a livello globale, stanno ridisegnando il […]
20 Ottobre 2026 |
Gianmarco Nebbiai

Dati da integrare, frodi alimentate dall’intelligenza artificiale, controlli che si spostano prima della dichiarazione, competenze difficili da trovare. Un’analisi di SAS individua i fattori che cambieranno il lavoro delle amministrazioni fiscali, con un filo comune: senza la fiducia dei contribuenti la modernizzazione non regge.

Sono sette le tendenze che, a livello globale, stanno ridisegnando il futuro della fiscalità. Le ha individuate SAS nell’e-book “7 trend che stanno delineando il futuro della fiscalità”, un’analisi dedicata alle sfide e alle opportunità che si aprono per governi e agenzie fiscali. Il quadro di partenza è chiaro. La trasformazione della pubblica amministrazione passa sempre più dalla capacità di gestire dati, contrastare le frodi e offrire servizi semplici ed efficaci. Le amministrazioni fiscali sono al centro di questa sfida: devono garantire la compliance, combattere nuove forme di evasione e, allo stesso tempo, migliorare l’esperienza dei contribuenti.

1. La condivisione dei dati cresce

La disponibilità di dati continua a crescere a ritmi senza precedenti. Le nuove normative internazionali, come le direttive europee DAC7 e DAC8, ampliano la quantità di informazioni a disposizione delle autorità fiscali. Aumenta anche la collaborazione tra enti pubblici, amministrazioni e organismi di controllo.

La sfida non consiste più nell’acquisire dati, ma nell’integrarli, validarli e trasformarli in informazioni utili. Le amministrazioni fiscali dovranno costruire ecosistemi sempre più interconnessi, garantendo al tempo stesso qualità, sicurezza e tracciabilità delle informazioni.

2. L’IA generativa, un’arma a doppio taglio

L’intelligenza artificiale generativa sta già trasformando il mondo del lavoro e i servizi pubblici. Offre però nuove opportunità anche alle organizzazioni criminali.

Documenti falsi, identità sintetiche e dichiarazioni fiscali generate automaticamente sono minacce sempre più concrete. Le autorità tributarie dovranno affrontare una nuova generazione di frodi, più veloci, replicabili su larga scala e sofisticate.

Per contrastarle serviranno strumenti altrettanto avanzati, capaci di individuare anomalie e comportamenti sospetti in tempo reale, prima che il danno si concretizzi.

3. Una tassazione corretta “al primo colpo”

Per anni l’attività di controllo è arrivata soprattutto dopo la presentazione delle dichiarazioni. Oggi il paradigma sta cambiando.

L’obiettivo delle amministrazioni fiscali è ridurre errori e non conformità prima ancora che si verifichino, accompagnando cittadini e imprese durante la compilazione.

Con analisi preventive e sistemi di valutazione del rischio in tempo reale, gli enti possono fornire ai contribuenti indicazioni immediate. Ne beneficiano la compliance e il contenzioso, che si riduce. È un approccio che migliora l’efficienza amministrativa e rafforza il rapporto di fiducia con i cittadini.

4. Giro di vite sul sommerso

Le autorità fiscali prestano crescente attenzione ai casi in cui il patrimonio posseduto risulta incompatibile con il reddito dichiarato.

La diffusione delle criptovalute, le transazioni internazionali e i meccanismi di occultamento patrimoniale rendono sempre più difficile individuare evasione e riciclaggio. Per questo molti governi stanno introducendo norme e strumenti investigativi dedicati alla cosiddetta “unexplained wealth”, la ricchezza priva di una giustificazione economica evidente.

Il successo di queste iniziative dipenderà dalla capacità di collegare dati provenienti da fonti diverse e di far emergere relazioni nascoste tra persone, aziende e movimenti finanziari.

5. Innovazione condivisa con i Paesi in via di sviluppo

La cooperazione internazionale sta diventando un fattore strategico per l’evoluzione delle amministrazioni fiscali.

Organizzazioni come l’OCSE, il CIAT e la Federation of Tax Administrators promuovono sempre più lo scambio di conoscenze, modelli operativi e buone pratiche tra Paesi. Le economie emergenti, in particolare, possono attingere direttamente all’esperienza delle amministrazioni più avanzate. Possono così evitare investimenti in tecnologie ormai superate e adottare fin dall’inizio soluzioni di nuova generazione.

L’innovazione non è più soltanto una competizione tra Stati, ma un patrimonio condiviso che può rafforzare l’intero sistema fiscale globale.

6. Colmare la carenza di competenze

Le amministrazioni fiscali gestiscono oggi ambiti sempre più ampi: contabilità, verifiche, cybersicurezza, data science, indagini finanziarie e gestione del rischio.

Trovare e trattenere professionisti qualificati è diventato una delle principali criticità del settore pubblico. L’invecchiamento del personale, la concorrenza del settore privato e i vincoli di bilancio esercitano una pressione crescente sugli enti.

Per affrontare questa sfida occorrerà investire nella formazione delle persone e nell’automazione delle attività a basso valore aggiunto. Le figure più specializzate potranno così concentrarsi sulle attività strategiche.

7. Fiducia dei contribuenti e modernizzazione

La modernizzazione delle amministrazioni fiscali non può prescindere dalla fiducia.

L’adozione di tecnologie avanzate, in particolare dell’intelligenza artificiale, richiede trasparenza, responsabilità e la capacità di spiegare ai cittadini come vengono prese le decisioni che li riguardano.

La vera sfida non è solo introdurre nuovi strumenti digitali, ma dimostrare che portano benefici concreti: processi più rapidi, meno burocrazia, maggiore equità e servizi più personalizzati. Solo così si potrà costruire un rapporto di fiducia duraturo tra cittadini e istituzioni.

Dati, analisi e IA al servizio del fisco

Di fronte a queste trasformazioni emerge la necessità di piattaforme in grado di integrare dati, strumenti di analisi e intelligenza artificiale in un unico ecosistema, governato e trasparente.

Le amministrazioni fiscali sono chiamate a fare di più con meno risorse. In questo contesto dati e intelligenza artificiale diventano strumenti strategici per migliorare la compliance, contrastare le frodi e rafforzare il rapporto con i contribuenti. Secondo SAS, l’esperienza maturata a livello internazionale mostra che tecnologie analitiche avanzate, inserite in un quadro di governance e trasparenza, possono aiutare gli enti pubblici ad affrontare queste sfide con maggiore efficacia.

La società propone, con la piattaforma SAS Viya, un approccio basato sull’integrazione di dati provenienti da fonti eterogenee, su modelli analitici avanzati e su un’intelligenza artificiale governata. L’obiettivo è individuare anomalie, migliorare l’efficienza operativa e prendere decisioni più rapide e informate, mettendo al centro, oltre alla tecnologia, la trasparenza e la sicurezza dei dati.

La combinazione di dati, analisi e intelligenza artificiale rappresenta così una leva per costruire un sistema fiscale più efficace, più equo e più vicino alle esigenze di cittadini e imprese.


Cofondatore e Direttore responsabile di Innovazione.PA. Giornalista e Comunicatore d’impresa, scrive di ICT e del suo impatto sulla società e l’economia dal 1995. Segue tutti i temi legati alla trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione, all’innovazione dei processi e dei servizi a disposizione dei cittadini, con particolare attenzione all’innovazione sociale e al digital health.