Sanità digitale, gli italiani promuovono la telemedicina, ancora dubbi sull’IA
La quarta edizione del report “Innovation Starting-point: Prospettive passate e future in Sanità”, redatto dalla Fondazione Mesit, traccia una panoramica delle opinioni degli italiani sulla sanità digitale. Sono due i dati principali che saltano all’occhio: la fiducia nella telemedicina e i dubbi sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Giusto per fare un esempio circa 4 italiani su 5 si dicono pronti ad accogliere dispositivi digitali per tracciare la propria salute fuori dagli ospedali, ma quasi la metà rifiuta l’idea che sia un algoritmo a stabilire una diagnosi o a indicare una terapia.
Sanità digitale italiana, promossi e bocciati
L’indagine ha coinvolto 1.411 maggiorenni residenti in Italia e ha confermato come gli strumenti di salute digitale stiano trasformando l’assistenza sul territorio. L’assistenza e le cure a distanza riscuotono ampio consenso: il 79,2% degli italiani dichiara che accetterebbe dispositivi per monitorare i parametri di salute da remoto, mentre il 76,5% accoglierebbe con favore strumenti digitali per seguire da lontano l’esecuzione di una terapia. Anche la televisita si consolida tra i cittadini, raccogliendo il favore del 67,1% degli intervistati.
Un atteggiamento propositivo verso le nuove tecnologie che denota un bisogno diffuso di risposte assistenziali flessibili e vicine alla vita quotidiana, ma che cambia radicalmente quando si ipotizza di integrare l’IA nei processi decisionali di cura. Secondo l’indagine, infatti, il 48,6% degli italiani è poco o per niente disposto ad accettare l’IA a supporto della diagnosi medica e una quota quasi identica ne respinge l’uso nella scelta delle terapie. Un dato che sottolinea l’importanza e la centralità del fattore umano: la fiducia dei cittadini resta ancorata a scienziati, ricercatori, medici e agli altri professionisti sanitari, tanto che il 63,2% del campione teme che l’ingerenza delle macchine possa rendere le relazioni mediche sempre più impersonali.
Ci sono poi i dubbi legate al possibile aumento delle disuguaglianze: il 65,2% degli italiani ritiene probabile che l’innovazione finisca per allargare le differenze nell’accesso alle cure tra chi possiede risorse e chi ne è privo, il 55,4% che addirittura crei nuove difficoltà.
Dati e opinioni di cui bisognerà tenere conto per evitare di una sanità digitale magari più efficiente ma meno attenta alle necessità dei pazienti.

