Il gemello digitale di Udine
La tecnologia del gemello digitale arriva anche a Udine. La città si è, infatti, dotata di un suo digital twin, che unisce dati spaziali (GIS), modelli strutturali (BIM) e flussi informativi continui in una visione d’insieme condivisa, ed è promosso dall’amministrazione comunale.
Che cosa fa e come funziona il gemello digitale di Udine
Il gemello digitale di Udine permette di vedere la città in un modo completamente nuovo: attraverso tecnologie di Reality Capture, il modello restituisce una rappresentazione tridimensionale con precisione centimetrica, che consente di osservare nel dettaglio lo stato di conservazione di superfici stradali, griglie, condotte e infrastrutture urbane, individuando anche micro-difetti e deformazioni non visibili a occhio nudo. Una caratteristica che consente all’amministrazione di passare da una manutenzione reattiva a una manutenzione preventiva e predittiva.
Inoltre, integrando dati provenienti da sensori IoT, il digital twin permette anche di monitorare in tempo reale fenomeni e parametri relativi a qualità dell’aria, flussi di traffico veicolare e pedonale, consumi energetici degli edifici. In più, l’integrazione con i modelli BIM (Building Information Modeling) consente di visualizzare i singoli edifici non solo nella loro geometria tridimensionale, ma anche attraverso informazioni strutturali e funzionali, inserite nel contesto urbano complessivo.
Ma il gemello digitale di Udine consente anche di guardare al futuro, simulando possibili scenari. Così facendo si possono testare gli effetti di nuove politiche urbane, modifiche alla viabilità, interventi infrastrutturali o progetti di rigenerazione prima che vengano realizzati. Inoltre, incrociando dati demografici, di servizio e di utilizzo degli spazi, il sistema aiuta a leggere dinamiche anche sociali e turistiche, individuando precocemente fragilità, criticità o opportunità di sviluppo per migliorare la qualità della vita e l’attrattività della città.

