Skip to main content

Ocse, sanità digitale: gap tra tecnologia e consapevolezza

In un rapporto dell’organizzazione viene evidenziato come, nonostante il 95% degli ambulatori utilizzi cartelle cliniche elettroniche, solo il 18% dei pazienti sappia di poter accedere online ai propri dati
27 Marzo 2026 |
Giulia Galliano Sacchetto

Nel nuovo documento programmatico dell’Ocse sulla sanità digitale emerge un dato interessante: nonostante il 95% degli ambulatori dei Paesi Ocse utilizzi cartelle cliniche elettroniche, solo il 18% dei pazienti sa di poter accedere online ai propri dati. Ciò dimostra che la sola infrastruttura tecnologica non garantisce un coinvolgimento significativo dei pazienti.

L’Ocse sulla sanità digitale: tecnologia e consapevolezza devono andare di pari passo

Il rapporto esamina come le lacune nella continuità informativa si riflettano nelle misure dell’esperienza riferita dai pazienti, in particolare in relazione al coordinamento delle cure, all’assistenza centrata sulla persona e alla fiducia. Nel documento vengono, poi, evidenziati tre punti chiave.

Il primo riguarda la limitata possibilità di scambio di informazioni sanitarie digitali, che compromette l’esperienza del paziente, costretto a ripetere suoi dati che il sistema dovrebbe già avere acquisito.

Il secondo punto chiave riguarda la mancanza di interoperabilità dei sistemi informativi sanitari, che costringe i pazienti a diventare portatori di dati. In altre parole, sistemi non collegati tra loro e incapaci di comunicare obbligano i pazienti a trasferire informazioni tra i diversi operatori sanitari, creando lacune nel coordinamento delle cure e vanificando così lo scopo principale dell’infrastruttura sanitaria digitale.

Il terzo punto evidenziato nel documento è che la responsabilizzazione del paziente richiede più della sola tecnologia. Se sanità digitale vuole essere realmente incentrata sul paziente allora deve dipendere non solo dai sistemi elettronici, ma anche dalla consapevolezza del paziente dei propri diritti di accesso, da strumenti pratici per recuperare e utilizzare i dati, dal supporto all’alfabetizzazione sanitaria e digitale e da quadri normativi che diano priorità al controllo del paziente sull’utilizzo delle proprie informazioni sanitarie.


Giornalista professionista, con alle spalle esperienze in diversi campi, dalla carta stampata al web. Mi piace scrivere di tutto perché credo che le parole siano un’inesauribile fonte di magia.

Articoli recenti