IA e smart city, lo studio del Politecnico di Milano
L’Osservatorio Smart City del Politecnico di Milano ha analizzato il rapporto tra l’IA, le smart city e le amministrazioni italiane, tracciando un quadro che contiene luci e ombre. Il dato che emerge con forza è che la vera sfida non è tecnologica, ma di sistema. Integrare l’IA nelle città intelligenti significa avere a disposizione capacità inedite e potenti. Per le amministrazioni, quindi, non si tratta più di elaborare dati e restituire analisi, bensì di tradurre autonomamente questi risultati in raccomandazioni operative, decisioni e azioni. Un grande opportunità, dunque, che presenta, però, diverse difficoltà.
IA e smart city, grandi sviluppi ma rimangono i dubbi
L’adozione delle tecnologie digitali nei comuni italiani vede la presenza contemporanea di soluzioni consolidate, come cloud e pagamenti digitali, e di tecnologie meno diffuse. Per esempio, 5G, nel 18% dei comuni, Internet of Things, nell’11%, droni, nel 9%, e digital twin, nel 5%. Tra queste si posiziona anche l’intelligenza artificiale, adottata oggi dal 7% dei comuni italiani, che ha prospettive di crescita ben superiori alle altre tecnologie. Infatti, il 18% degli enti pianifica di adottarla nel 2026 e il 34% dal 2027 in poi. Nel triennio 2023-2025, l’Osservatorio ha mappato 821 progetti pubblici complessivi, di cui quasi il 50% in contesti smart city: per esempio, Milano ha ridotto le perdite nella rete idrica del 10% grazie ad un sistema IA che calcola l’indice di rischio della rottura delle tubazioni e intercetta consumi anomali grazie ai dati degli smart meter.
Come detto, l’altra faccia della medaglia sono le criticità ricorrenti legate soprattutto alla trasparenza e alla partecipazione civica. In tal senso, i cittadini temono l’esclusione digitale dai servizi pubblici basati sull’IA, nel 38% dei casi, e l’uso improprio dei dati personali, nel 36%. Per quanto riguarda i Comuni, invece, le maggiori criticità sono legate a sicurezza, etica nell’uso del dato e carenza di governance. Tutti problemi la cui risoluzione passa necessariamente per le normative, come le linee guida di AgID, redatte in collaborazione con gli Osservatori Digital Innovation.

