400 milioni dall’Ue per la decarbonizzazione, ma l’Italia non c’è
La Commissione Europea ha stanziato 400 milioni di euro per incentivare la decarbonizzazione dei processi di produzione di calore: fondi destinati a diversi paesi, tra cui però non figura l’Italia. Ironia della sorte le sovvenzioni provengono dal sistema europeo di scambio di quote di emissioni, denominato EU ETS, contestato dal governo italiano.
Decarbonizzazione, l’Italia distante dai paesi europei
La Commissione ha selezionato 65 progetti nell’ambito dell’Innovation Fund Heat Auction, la prima asta in assoluto a livello dell’UE per accelerare la diffusione di tecnologie innovative per il calore pulito in tutta l’industria europea. Più nel dettaglio, ci sono tra i vincitori progetti di 10 Paesi dello Spazio economico europeo – Austria, Belgio, Cechia, Danimarca, Francia, Germania, Ungheria, Portogallo, Slovenia e Spagna – che utilizzeranno diverse tecnologie per decarbonizzare la produzione industriale di calore e accelerare la diffusione sul mercato di soluzioni termiche elettrificate e di calore prodotto direttamente da fonti rinnovabili.
Si tratta dunque di fondi che all’Italia sarebbero serviti, considerato anche che, secondo i dati dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, nel nostro Paese la produzione di calore è ancora fortemente dipendente dai combustibili fossili, che coprono circa l’86% del fabbisogno.
Ma un po’ di tempo per invertire la rotta c’è: l’Ue, infatti, prevede di bandire un secondo round dell’asta per decarbonizzare la produzione di calore, con un budget ulteriore di un miliardo di euro. L’Italia però dovrà tenere bene a mente le caratteristiche dei progetti che sono stati selezionati in questo primo round. Iniziative che con l’utilizzo di tecnologie innovative, eviteranno oltre 6,6 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 nell’arco di 10 anni sostituendo i sistemi di produzione di calore alimentati a gas naturale. Insieme dovrebbero produrre circa 16,3 terawattora (TWh) di calore decarbonizzato nei loro primi 5 anni di attività, sulla base di una capacità termica di 766 megawatt (MW). Ciò equivale a sostituire oltre 1,5 miliardi di metri cubi di gas naturale in cinque anni, approssimativamente paragonabile al consumo annuo di 4 milioni di famiglie dell’Ue.
In particolare, i progetti premiati si basano sul riscaldamento a resistenza diretta o sul riscaldamento a resistenza indiretta. Altri progetti includono tecnologie come le pompe di calore, il solare termico, il riscaldamento elettromagnetico e dielettrico e le tecnologie ibride. Tutti i progetti dovranno raggiungere la chiusura finanziaria entro due anni dalla firma della sovvenzione ed entrare in funzione entro quattro anni.

