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Rapporto MobilitAria 2026: Italia ancora troppo autocentrica

Migliora la qualità dell’aria ma rimangono divari territoriali
Sustainable transport concept. 3D Illustration.
12 Giugno 2026 |
Giulia Galliano Sacchetto

Il rapporto MobilitAria 2026, stilato dal Kyoto Club e dal Dipartimento Scienze del sistema terra e tecnologie per l’ambiente del Cnr, fotografa un’Italia ancora tendenzialmente autocentrica, con qualche miglioria sulla qualità dell’aria ma ancora tanti divari territoriali.

Rapporto MobilitAria 2026: ancora troppo autocentrismo

Malgrado gli investimenti attivati con il Pnrr, il nostro rimane uno dei Paesi con i più alti tassi di motorizzazione d’Europa. Con punte elevate al Sud e sulle isole: a Catania viaggiano 807 auto ogni 1000 abitanti, a Reggio Calabria 711. Ma anche i grandi centri urbani del nord non mostrano numeri positivi: Torino conta 822 auto ogni 1.000 abitanti, Roma 701, Palermo 633, Napoli 610 e Bari 588. Tra le città più virtuose ci sono Venezia (447 auto ogni 1.000 abitanti) e Genova (469).

Tutti numeri, comunque, ben lontani dalle medie europee e giustificati soprattutto con gli storici ritardi del trasporto pubblico locale, che in molte realtà, non offre un’alternativa affidabile all’auto. E in tal senso non aiuta certamente la continua riduzione dei finanziamenti per il trasporto rapido di massa, per il trasporto pubblico locale e per la mobilità ciclabile. Proprio la mobilità ciclabile è un altro aspetto che presenta forti divari territoriali: Venezia conta 77 chilometri di piste ciclabili ogni 100 mila abitanti, poco in più di Bologna (65) e Torino (36). Agli antipodi Napoli e Catania con appena tre chilometri.

Migliora la qualità dell’aria

Se i dati relativi alla mobilità non sono molto incoraggianti quelli riguardanti la qualità dell’aria mostrano un miglioramento generalizzato previsto per il biossido di azoto, NO2, generato dai processi di combustione, come quelli negli autoveicoli, e per il PM10, mentre le concentrazioni di PM2,5 si mantengono ovunque, da diversi anni, al di sotto della soglia normativa. Risultati, commentano gli autori del rapporto, che confermano i progressi compiuti negli ultimi anni e testimoniano una graduale riduzione delle emissioni inquinanti nei centri urbani, anche se i numeri rimangono distanti dalle medie europee.

Ma persistono criticità rilevanti, in particolare per il PM10, con numerosi superamenti del limite giornaliero, fissato in 35 giorni consentiti, in città come Milano (66 superamenti) e Napoli (63), Palermo (59) e Torino (46). Ragion per cui non si deve abbassare la guardia e bisogna procedere decisi verso un’ulteriore decarbonizzazione, che deve necessariamente passare attraverso l’accelerazione degli investimenti su trasporto pubblico, ciclabilità e mobilità elettrica e dunque attraverso un aumento del Fondo Nazionale Trasporti.


Giornalista professionista, con alle spalle esperienze in diversi campi, dalla carta stampata al web. Mi piace scrivere di tutto perché credo che le parole siano un’inesauribile fonte di magia.