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Sanità digitale, gli italiani promuovono la telemedicina, ancora dubbi sull’IA

I risultati della quarta edizione del report “Innovation Starting-point: Prospettive passate e future in Sanità”
the interpretation of patient data and medical records using computers.,treatment and care
23 Ottobre 2026 |
Giulia Galliano Sacchetto

La quarta edizione del report “Innovation Starting-point: Prospettive passate e future in Sanità”, redatto dalla Fondazione Mesit, traccia una panoramica delle opinioni degli italiani sulla sanità digitale. Sono due i dati principali che saltano all’occhio: la fiducia nella telemedicina e i dubbi sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Giusto per fare un esempio circa 4 italiani su 5 si dicono pronti ad accogliere dispositivi digitali per tracciare la propria salute fuori dagli ospedali, ma quasi la metà rifiuta l’idea che sia un algoritmo a stabilire una diagnosi o a indicare una terapia.

Sanità digitale italiana, promossi e bocciati

L’indagine ha coinvolto 1.411 maggiorenni residenti in Italia e ha confermato come gli strumenti di salute digitale stiano trasformando l’assistenza sul territorio. L’assistenza e le cure a distanza riscuotono ampio consenso: il 79,2% degli italiani dichiara che accetterebbe dispositivi per monitorare i parametri di salute da remoto, mentre il 76,5% accoglierebbe con favore strumenti digitali per seguire da lontano l’esecuzione di una terapia. Anche la televisita si consolida tra i cittadini, raccogliendo il favore del 67,1% degli intervistati.

Un atteggiamento propositivo verso le nuove tecnologie che denota un bisogno diffuso di risposte assistenziali flessibili e vicine alla vita quotidiana, ma che cambia radicalmente quando si ipotizza di integrare l’IA nei processi decisionali di cura. Secondo l’indagine, infatti, il 48,6% degli italiani è poco o per niente disposto ad accettare l’IA a supporto della diagnosi medica e una quota quasi identica ne respinge l’uso nella scelta delle terapie. Un dato che sottolinea l’importanza e la centralità del fattore umano: la fiducia dei cittadini resta ancorata a scienziati, ricercatori, medici e agli altri professionisti sanitari, tanto che il 63,2% del campione teme che l’ingerenza delle macchine possa rendere le relazioni mediche sempre più impersonali.

Ci sono poi i dubbi legate al possibile aumento delle disuguaglianze: il 65,2% degli italiani ritiene probabile che l’innovazione finisca per allargare le differenze nell’accesso alle cure tra chi possiede risorse e chi ne è privo, il 55,4% che addirittura crei nuove difficoltà.

Dati e opinioni di cui bisognerà tenere conto per evitare di una sanità digitale magari più efficiente ma meno attenta alle necessità dei pazienti.


Giornalista professionista, con alle spalle esperienze in diversi campi, dalla carta stampata al web. Mi piace scrivere di tutto perché credo che le parole siano un’inesauribile fonte di magia.