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In Italia quasi 900 comunità energetiche

Il rapporto Euricse analizza lo stato dell’arte nel nostro paese
7 Settembre 2026 |
Giulia Galliano Sacchetto

Ad oggi l’Italia conta circa 900 comunità energetiche rinnovabili (Cer) che raggiungono circa 38mila utenti. É il dato che emerge dal rapporto Euricse che analizza la situazione italiana. L’analisi quantitativa riguarda 597 Cer censite dal Gse lo scorso settembre: il 31% si concentra nel Nord-Ovest, il 30% nel Sud e nelle Isole, il 21,6% nel Nord-Est e il 17,4% nel Centro. Lombardia e Piemonte guidano la graduatoria regionale rispettivamente con 98 e 78 comunità, seguite da Sicilia e Veneto con 58. Le Cer analizzate comprendono 883 impianti per 67,7 MW complessivi. La dimensione è prevalentemente piccola: ogni comunità, infatti, conta in media 1,48 impianti e 9,23 utenze.

Comunità energetiche, i modelli italiani

Nella sua analisi Euricse individua tre tendenze principali. La prima è quella delle Cer promosse dalle amministrazioni pubbliche: in questo caso, il Comune mette spesso a disposizione edifici e impianti, coordina gli attori e facilita l’accesso alle risorse. Ci sono poi le comunità nate dall’iniziativa dei cittadini, che richiedono maggiore investimento in tempo, competenze e relazioni e possono generare fiducia, cooperazione, educazione energetica e nuove attività collettive. Infine, ci sono le Cer avviate dalle imprese, che puntano soprattutto su efficienza, stabilizzazione dei costi energetici e replicabilità. La governance diventa così decisiva nel determinare obiettivi e benefici della comunità.

In tutti i casi la costituzione e la successiva gestione di una Cer richiede competenze tecniche, giuridiche e amministrative, con tempistiche delle procedure e vincoli autorizzativi che possono aumentare ulteriormente la complessità. In tal senso, il rapporto evidenzia l’importanza dei soggetti capaci di accompagnare le comunità nella costituzione di una Cer, riducendo le barriere di accesso, a volte insormontabili soprattutto per i cittadini e le piccole organizzazioni.

Opportunità di crescita e difficoltà

La crescita delle Cer ha trovato terreno fertile anche nel decreto, introdotto dal Mase nel 2023, che combina una tariffa incentivante sull’energia condivisa con un contributo in conto capitale del Pnrr per gli impianti alimentati da fonti rinnovabili. Secondo il rapporto di Euricse, la fase successiva a questa iniziativa dovrà necessariamente prevedere modelli capaci di mantenere nel tempo la propria sostenibilità economica, come lo scorporo in bolletta, che consentirebbe di valorizzare direttamente l’energia condivisa tra i membri, o forme di comproprietà degli impianti, che potrebbero rafforzare il legame tra partecipanti e comunità.

La destinazione dei benefici economici rappresenta e rappresenterà un’altra scelta centrale: alcune Cer distribuiscono i proventi tra i soci, altre destinano risorse a nuovi investimenti o finalità sociali, compreso il sostegno alle famiglie vulnerabili e il contrasto alla povertà energetica. In tal senso le Cer possono essere un valido strumento di collegamento tra decarbonizzazione, inclusione sociale, educazione energetica e sviluppo locale.


Giornalista professionista, con alle spalle esperienze in diversi campi, dalla carta stampata al web. Mi piace scrivere di tutto perché credo che le parole siano un’inesauribile fonte di magia.