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Rapporto ASviS 2026, Italia in ritardo sugli obiettivi dell’agenda 2030

Nel nostro Paese il 58% degli obiettivi non sarà raggiunto
30 Ottobre 2026 |
Giulia Galliano Sacchetto

É stato pubblicato il rapporto ASviS 2026, stilato dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile con il contributo di oltre mille esperti e oltre 300 aderenti. Il documento evidenzia un quadro in chiaroscuro con diversi obiettivi che rischiano di essere sacrificati sull’altare delle guerre e delle scelte politiche ed economiche poco lungimiranti.

Rapporto ASviS 2026: l’Italia in difficoltà

In generale, secondo il rapporto, l’Unione Europea perde terreno sugli SDGs: nonostante le norme e gli impegni assunti sullo sviluppo sostenibile, infatti, nel 2024 peggiorano sette dei 17 Obiettivi analizzati dall’ASviS: povertà, salute, istruzione, disuguaglianze, vita sott’acqua, pace e istituzioni e partnership. E l’Italia non se la passa molto meglio: è vero, infatti, che su alcuni aspetti, ottiene risultati relativamente migliori degli altri Paesi membri, ma su altri accumula ritardi importanti.

Tra il 2024 e il 2025, nel nostro Paese, peggiorano 6 dei 17 Goal analizzati, 10 rimangono sostanzialmente stabili e soltanto quello relativo al lavoro registra un miglioramento apprezzabile. Nel periodo 2010-2025, invece, 5 indici compositi relativi agli SDGs peggiorano (povertà, acqua, disuguaglianze, vita sulla terra, pace e istituzioni), per altri 5 (fame, salute, imprese e innovazione, città sostenibili, partnership) i progressi sono quasi nulli. Solo 5 Obiettivi – istruzione, parità di genere, energia, lavoro, azione climatica – registrano miglioramenti limitati, mentre solo 2 Goal, economia circolare e vita sott’acqua, rilevano un miglioramento significativo.

Relativamente all’Italia, uno dei dati da analizzare con più attenzione riguarda gli obiettivi quantitativi: dei 38 Target esaminati, infatti, soltanto 11, pari al 29%, sono raggiungibili o significativamente avvicinabili entro il 2030. Altri 5 presentano andamenti discordanti, mentre 22 (il 58%) non saranno raggiunti se si continuerà con le tendenze attuali.

Le proposte di ASviS per uno sviluppo realmente sostenibile

Per migliorare la situazione, all’interno del rapporto, l’ASviS ha inserito anche alcune proposte rivolte alle istituzioni, alle forze politiche, alle imprese e alla società civile, con l’obiettivo di costruire una visione condivisa di lungo periodo. La prima proposta è la definizione urgente di una Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile (SNSvS) capace di orientare e coordinare le politiche settoriali, comprese quelle economiche e finanziarie. Secondo l’Alleanza, la nuova Strategia, da rivedere entro la fine del 2026, dovrebbe diventare il riferimento per il programma della prossima legislatura e per la programmazione di bilancio.

ASviS propone, inoltre, di dotare l’Italia di una governance anticipante, in grado di utilizzare sistematicamente la previsione strategica e l’analisi di scenari alternativi nelle decisioni pubbliche. In questa prospettiva si inseriscono anche la Valutazione d’Impatto Generazionale e la Valutazione d’Impatto di Genere, che rendono esplicite le conseguenze delle nuove norme sulle giovani generazioni e su quelle future evitando che le politiche producano squilibri di genere.

Altre proposte di ASviS riguardano il rilancio degli investimenti (superando la falsa contrapposizione tra competitività e sostenibilità), il contrasto alla povertà, il rafforzamento della sanità pubblica, l’equità educativa, la qualità del lavoro e l’accelerazione della transizione energetica.


Giornalista professionista, con alle spalle esperienze in diversi campi, dalla carta stampata al web. Mi piace scrivere di tutto perché credo che le parole siano un’inesauribile fonte di magia.