Asvis analizza la sostenibilità delle Province italiane
Mancano solo cinque anni alla scadenza degli obiettivi fissati dall’Agenda 2030, ma l’Italia continua a mostrare un percorso caratterizzato da una forte disomogeneità. E non solo a livello regionale ma anche all’interno delle stesse Regioni. È quanto emerge dall’analisi di Asvis sulla sostenibilità delle Province italiane. Il lavoro valuta il posizionamento delle Province e delle Città Metropolitane italiane rispetto ai 12 Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 e 44 indicatori elementari, selezionati in base alla loro disponibilità territoriale.
Asvis sulla sostenibilità delle province italiane: servono politiche specifiche per ogni territorio
Nel complesso, le Province del Nord Italia si collocano più frequentemente sopra la media nazionale, in particolare per i Goal legati al lavoro e alla crescita economica, all’innovazione e al contrasto alle disuguaglianze. Milano si conferma la più vicina al raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile, ma solo la Provincia di Monza e Brianza tiene il passo, anche se entrambe registrano fortissimi sotto media per quanto riguarda la tutela della vita sulla terra.
Anche il Lazio registra un divario interno profondo. La Città metropolitana di Roma Capitale registra valori superiori o molto superiori per sei Goal e non presenta criticità gravi per nessun Goal. Al contrario, le altre Province mostrano situazioni problematiche in diversi ambiti, in particolare salute, servizi idrici, innovazione e infrastrutture. In Emilia-Romagna, invece, la situazione è complessivamente equilibrata: oltre alla Città Metropolitana di Bologna, che registra valori superiori o molto superiori alla media nazionale in sette Goal, anche Parma, Reggio Emilia e Modena ottengono risultati positivi. Anche gli ambiti di eccellenza e difficoltà sono simili a tutte Province della Regione: ottima la gestione dei servizi idrici, mentre più critica è la promozione di città sostenibile e di un’economia circolare. Omogeneo anche il quadro del Veneto, dove quasi tutte le Province raggiungono valori positivi per istruzione, servizi idrici e lavoro, mentre sono in ritardo nella tutela della biodiversità terrestre.
Spostando lo sguardo sul Mezzogiorno si notano problematiche più strutturali. Infatti, quasi tutte le Province della Campania, della Calabria e della Sicilia presentano livelli critici per salute, istruzione, parità di genere, occupazione e innovazione. Le poche eccezioni riguardano alcuni aspetti ambientali, come la diffusione dell’energia rinnovabile, lo sviluppo di un’economia circolare e la tutela della biodiversità terrestre.
Nel complesso, dunque, il quadro è frammentato, come spesso accade in Italia, con aspetti virtuosi che si alternano a gravi carenze. In tal senso Asvis suggerisce l’adozione di politiche mirate alle specificità di ciascun territorio, come strumento fondamentale per realizzare l’Agenda 2030 senza lasciare nessuno indietro.

