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Isole di calore ridotte con depavimentazione e riforestazione

Il progetto Mirificus coordinato dal Cnr-Ibe lo dimostra una volta di più
8 Luglio 2026 |
Giulia Galliano Sacchetto

Se qualcuno avesse ancora dubbia sull’efficacia di strategie di depavimentazione e riforestazione per ridurre le isole di calore urbane arriva un altro progetto che dimostra la loro efficacia. Si chiama Mirificus (Monitoraggio degli interventi di riforestazione per l’isola di calore urbana tramite i satelliti), e lo ha coordinato l’Istituto per la bioeconomia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ibe), con la collaborazione di Ispra e il sostegno dell’Agenzia Spaziale Italiana.

Il progetto mostra come contrastare le isole di calore non sia solo una necessità ambientale, ma un’opportunità concreta per rendere le città più fresche e più vivibili attraverso soluzioni semplici: più alberi, più suoli naturali, superfici che non si scaldano e una pianificazione urbana che tenga conto dei dati.

Isole di calore: il progetto Mirificus dimostra che combatterle è possibile

Il progetto Mirificus si è concentrato sulle città di Firenze e Roma e ha dimostrato come gli interventi adottati possano abbassare la temperatura fino 4 gradi: a Settecamini, nella Capitale, e nell’area Mercafir/Piazza Artom del capoluogo toscano si è osservata, su base giornaliera, una riduzione stabile intorno ai 2–2,2 gradi, a riprova che l’effetto non è momentaneo ma continuo.

A Roma, dove la temperatura superficiale estiva dell’area urbana raggiunge in media 43,7 gradi, il raffrescamento con l’intervento simulato è evidente già dal mattino. A Firenze, che registra una media urbana superiore ai 44 gradi, il calo è superiore ai 4 gradi nelle ore centrali confermando che anche nelle zone più cementificate è possibile migliorare il microclima.

Nell’ambito del progetto è stato realizzato anche un archivio delle temperature superficiali italiane dal 2013 al 2023, in cui sono confluiti i risultati delle simulazioni. Uno storico che mostra come le città italiane siano sempre più esposte agli effetti delle isole di calore urbane, ma con differenze molto marcate.  Quasi tutti i capoluoghi superano i 40 gradi in estate, mentre le aree rurali sono più fresche, con differenze in media di 5,6 gradi.

Un altro elemento decisivo è la forma dei quartieri. Mirificus ha analizzato la struttura urbana mostrando come disposizione degli edifici, altezza e materiali usati influenzino direttamente la distribuzione del caldo. A Firenze, le zone con edifici compatti di media altezza raggiungono i 44,6 gradi, mentre nelle aree con boschi urbani le temperature si riducono a 35,9. A Roma, i quartieri industriali con grandi superfici esposte al sole arrivano a 57,2 gradi.

Inoltre, la piattaforma webGIS del progetto permette di consultare i dati di ogni comune italiano e di osservare come cambiano le temperature in relazione al consumo di suolo e alla presenza di aree verdi.


Giornalista professionista, con alle spalle esperienze in diversi campi, dalla carta stampata al web. Mi piace scrivere di tutto perché credo che le parole siano un’inesauribile fonte di magia.

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