Migliorare la mobilità urbana grazie alla gamification
Il miglioramento della mobilità urbana non è solo questione di infrastrutture e investimenti tecnologici, ma, sempre più spesso, è legato ai comportamenti individuali e collettivi: in altre parole a come, ogni giorno, le persone scelgono di spostarsi. In questo contesto si stanno affermando modelli di behavioural innovation, che utilizzano strumenti digitali e meccanismi motivazionali per favorire abitudini di mobilità più sostenibili. Tra questi, uno dei più interessanti è il sistema sviluppato da Muv – Mobility Urban Values, pmi innnovativa palermitana, che applica alla mobilità urbana le logiche della gamification.
Per gamification si intende l’applicazione di dinamiche tipiche dei videogiochi – come punteggi, classifiche, sfide e premi – a contesti non ludici. Nel caso della mobilità urbana, questo approccio consente di stimolare comportamenti sostenibili attraverso meccanismi di partecipazione e competizione. L’idea di Muv è dunque quella di trasformare gli spostamenti quotidiani in una sorta di competizione collettiva. Camminare, utilizzare la bicicletta o scegliere il trasporto pubblico non sono più semplicemente alternative all’automobile privata, ma diventano azioni premianti all’interno di un gioco che coinvolge cittadini, imprese e amministrazioni.
Come la mobilità urbana cambia grazie alla gamification di Muv
Nel modello sviluppato da Muv, gli utenti utilizzano un’app che registra gli spostamenti e attribuisce punti in base alla modalità di trasporto utilizzata. Camminare, pedalare o prendere i mezzi pubblici genera punteggi e badge digitali, mentre l’uso di modalità meno sostenibili produce risultati inferiori. Il sistema prevede allenamenti, sfide settimanali e tornei tra squadre o comunità urbane. La dimensione competitiva crea una dinamica sociale che incentiva la partecipazione e contribuisce a modificare progressivamente le abitudini di mobilità.
L’efficacia di questo approccio è stata dimostrata nelle prime sperimentazioni, avviate a Palermo già nel 2012, che hanno coinvolto studenti universitari e imprese locali. L’analisi dei risultati ha evidenziato una riduzione significativa delle emissioni inquinanti nel gruppo coinvolto, dimostrando come la leva comportamentale possa incidere concretamente sulle scelte quotidiane.
Uno degli elementi chiave del modello di Muv è la capacità di generare dati utili per la pianificazione delle politiche urbane. Infatti, gli spostamenti registrati dagli utenti, una volta anonimizzati, producono informazioni preziose sui modelli di mobilità nelle città. Inoltre, il sistema integra un algoritmo certificato che calcola il risparmio in termini di emissioni di Co2 associato a ciascuna scelta di mobilità sostenibile. Questo consente non solo di fornire un feedback immediato ai partecipanti, ma anche di costruire indicatori utili per amministrazioni pubbliche e ricercatori.
Accanto alla partecipazione individuale, l’azienda ha sviluppato anche la piattaforma Muv for Business, dedicata a imprese università e organizzazioni. Queste possono utilizzarla per promuovere programmi di mobilità sostenibile per i dipendenti, incentivando l’utilizzo di modalità di trasporto a basso impatto ambientale. In tal senso, il sistema può essere integrato nei piani di spostamento casa-lavoro, strumenti sempre più diffusi nelle strategie di sostenibilità aziendale. Le imprese partecipano al modello anche come sponsor delle sfide urbane, offrendo premi o servizi agli utenti e rafforzando la propria strategia di responsabilità sociale d’impresa. Il modello permette inoltre alle organizzazioni di misurare in modo concreto l’impatto ambientale delle iniziative di mobilità sostenibile, grazie al calcolo certificato delle emissioni evitate. Le sperimentazioni del sistema sono state avviate in diverse città europee e italiane, tra cui Palermo, Milano, Roma e Cagliari, oltre che in contesti universitari e comunità locali.

