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Il Friuli-Venezia Giulia investe 1,8 milioni di euro nella scuola digitale

Lanciato un piano triennale che coinvolge 143 istituti regionali. Ma c’è anche chi torna al passato
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16 Gennaio 2026 |
Giulia Galliano Sacchetto

Il Friuli-Venezia Giulia ha programmato un investimento da 1,8 milioni di euro nella scuola digitale. È stato lanciato il piano triennale 2025-2027 che coinvolge 143 istituti regionali (68 istituti comprensivi, 31 scuole primarie paritarie e 44 Scuole secondarie di secondo grado) e mira a portare in classe intelligenza artificiale, cybersicurezza e visori. Infatti, sul totale dell’investimento 300mila euro sono vincolati all’acquisto di dotazioni hardware innovative, con un forte accento sulla realtà aumentata e immersiva.

Che cosa prevede il piano del Friuli-Venezia Giulia per la scuola digitale

Il piano investe strutturalmente sulle competenze e sulla tutela della comunità scolastica attraverso quattro direttrici. La prima è la formazione accademica, con l’Università di Udine che curerà la produzione di materiali scientifici e percorsi formativi per istruire i docenti sulle nuove metodologie della didattica digitale. La seconda è lo sportello Benessere Digitale, un servizio di supporto per il contrasto al cyberbullismo e la consapevolezza nell’uso dei dispositivi attivo 24 ore su 24. La terza direttrice seguita dal piano è quella relativa alla cittadinanza e alla cybersecurity, che prevede che gli studenti partecipino a visite didattiche e corsi di base sulla sicurezza informatica presso il data center regionale di Insiel. L’ultima direttrice riguarda la manutenzione e i servizi: in tal senso, i fondi copriranno anche l’aggiornamento del portale web dell’USR (Ufficio Scolastico Regionale).

Ritorno al passato

L’iniziativa del Friuli-Venezia Giulia sulla scuola digitale arriva quasi contemporaneamente alla retromarcia della Danimarca. Un paese pioniere della didattica digitale (la utilizza fin dal 2011), che proprio in virtù della lunga esperienza, ha potuto verificare sul campo vantaggi e svantaggi di questo metodo. E pare che i secondi superino di gran lunga i primi, aumentando l’isolamento sociale degli studenti, il cui interlocutore maggiore, anche a scuola, diventa lo schermo. Per questo la Danimarca ha deciso di reintrodurre carta e matita. Il tutto, però, senza demonizzare il digitale, ma invitando e insegnando ad utilizzarlo invece che ad esserne utilizzati.


Giornalista professionista, con alle spalle esperienze in diversi campi, dalla carta stampata al web. Mi piace scrivere di tutto perché credo che le parole siano un’inesauribile fonte di magia.