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In Italia la mobilità è sempre più digitale

Accelera l’adozione di carte, app e contactless
17 Aprile 2026 |
Giulia Galliano Sacchetto

In Italia la mobilità diventa sempre più digitale, anche se la crescita cambia da settore a settore. Avanza il trasporto pubblico locale, così come i taxi, pedaggi, sosta e trasporti a medio-lungo raggio, che consolidano così nuovi equilibri tra turismo, smart working, regolazione locale e diffusione dei servizi digitali. Proprio il digitale tiene insieme questa trasformazione: il suo ruolo, infatti, è sempre più centrale sia nei canali di acquisto sia negli strumenti di pagamento. Questi sono alcuni dati che emergono dallo studio “Il mercato della mobilità in Italia nel 2025: strumenti e canali di pagamento digitali”, realizzato dagli Osservatori Innovative Payments e Travel Innovation del Politecnico di Milano, con UnipolMove come main partner.

Mobilità e digitale sempre più uniti

Come detto, la ricerca evidenzia il ruolo sempre più centrale nel digitale, ma il suo consolidamento avviene con velocità differenti. Nella mobilità privata, i sistemi digitali risultano prevalenti per il pedaggio e per la sosta in struttura, anche se la sosta su strada è quelle che presenta una crescita maggiore rispetto al pre-pandemia. Nei trasporti urbani cresce l’uso di soluzioni digitali, ma non si verifica un completo superamento dei canali tradizionali. Per i trasporti a medio-lungo raggio, infine, il digitale è diventato la modalità dominante sia per l’acquisto sia per il pagamento.

La crescita del digitale va di pari passo con quella del mercato, che nel trasporto pubblico locale, in base ai dati forniti dalla ricerca, nel 2025, ha raggiunto i 4,1 miliardi di euro. Una dinamica sostenuta dagli aumenti tariffari introdotti in alcune città, dal contributo del turismo e dalla domanda legata a grandi eventi, mentre continua a pesare la riduzione della mobilità pendolare dovuta allo smart working, che penalizza gli abbonamenti e favorisce un utilizzo più occasionale del servizio.

La sharing mobility si trova, invece, una fase di crescita selettiva. La micromobilità continua a mostrare segnali positivi, soprattutto nel bike sharing e nello scooter sharing, mentre il monopattino sharing rallenta anche per effetto delle nuove normative e il car sharing vive una fase più critica, tra riduzione delle flotte e ripensamento dei modelli di servizio.


Giornalista professionista, con alle spalle esperienze in diversi campi, dalla carta stampata al web. Mi piace scrivere di tutto perché credo che le parole siano un’inesauribile fonte di magia.