Enea, idrogeno utile nel trasporto merci
Uno studio condotto da Enea e dall’Università della Tuscia ha rivelato come l’utilizzo di celle a combustibile alimentate a idrogeno possa abbattere i costi fino al 55% nei veicoli da 3,5-18 tonnellate che trasportano merci. Lo studio confronta per la prima volta i costi complessivi di acquisto, gestione e operatività di veicoli commerciali con diverse tecnologie di propulsione: diesel, a combustione interna con idrogeno, elettrico a batteria e a celle a combustibile alimentate a idrogeno. L’analisi copre quattro classi di peso (da 3,5 a 44 tonnellate) e di percorrenze (tra 100 e 700 chilometri).
Lo studio si inserisce in un quadro, quello del trasporto merci, in profonda e complessa trasformazione. Secondo le ultime stime dell’Agenzia Europea per l’Ambiente, nel 2023 il settore trasporti ha generato, infatti, quasi un terzo delle emissioni totali di gas serra dell’Unione Europea. Nello stesso anno il trasporto merci ha movimentato circa 3,5 mila miliardi di tonnellate-chilometro, con un aumento del 43% rispetto al 1995, nonostante gli effetti della crisi economica del 2009 e, in misura minore, della pandemia di COVID-19. Più della metà delle merci (52,6%) ha viaggiato su strada: un dato che fa capire quanto sia urgente la decarbonizzazione del settore.
Enea studia l’idrogeno per il trasporto merci
Più nel dettaglio, lo studio di Enea rileva che, sui camion pesanti, l’elettrico a batteria appare meno competitivo rispetto ai veicoli a celle a combustibile a idrogeno. Considerando il costo totale di possesso, infatti, i BEV (Battery Electric Vehicles) risultano più costosi: +14,4% (per la categoria 18 tonnellate) e +4,9% (per la categoria 44 tonnellate) su percorrenze di 100 km al giorno e fino a oltre il 52% in più sulle tratte da 700 km per entrambe le categorie di peso. Anche se risultano più efficienti dal punto di vista energetico, dunque, pagano in termini di capacità di carico, soprattutto sulle tratte più lunghe.
Al contrario, il pacco batterie nei veicoli a cella a combustibile svolge solo la funzione di tampone e può essere fino a 12 volte più piccolo delle batterie utilizzate nei BEV. L’energia per l’autonomia del mezzo viene invece fornita attraverso la cella a combustibile e accumulata in un serbatoio di idrogeno compresso, con una maggiore densità gravimetrica (peso dello stoccaggio per unità di energia stoccata) rispetto alle batterie.
Lo studio evidenzia che i veicoli pesanti (18 tonnellate e 44 tonnellate) hanno un costo del trasporto lungo tutta la vita utile inferiore rispetto ai veicoli leggeri (3,5 tonnellate e 5,2 tonnellate), grazie alla maggiore capacità di carico. Il diesel resta ancora l’opzione più economica, ma l’idrogeno guadagna terreno: le celle a combustibile alimentate a idrogeno diventano competitive oltre i 300 km e per i veicoli fino a 18 tonnellate, con il vantaggio delle zero emissioni. La ricerca invita perciò la politica a privilegiare, per il trasporto merci a zero emissioni, i mezzi elettrici a celle a combustibile rispetto a quelli a batteria.

